Rapporto Coop: è deconsumo. Le famiglie privilegiano l’essenziale. La società dei consumi è in crisi. E lo è perfino il mercato degli smartphone: venduti 2 milioni in meno
Il Rapporto Coop 2025 “Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” (redatto dall’Ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori Coop) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto d’analisi di NielsenIQ e i contributi originali di Circana, GS1-Osservatorio Immagino, CSO Servizi, GfK, Mediobanca Ufficio Studi) fotografa un’Italia che si confronta con una crisi della società dei consumi. La spesa delle famiglie è aumentata solo dello 0,5% rispetto a cinque anni fa, ma oltre il 50% è assorbita da spese obbligate (casa, bollette, trasporti, cibo). Le famiglie privilegiano l’essenziale, il consumo compulsivo è soltanto un ricordo. Anche negli acquisti tecnologici, che raggiungono i 16,5 miliardi (+1,2% in un anno), si predilige la funzionalità alla gratificazione. Gli smartphone, ad esempio, registrano 2 milioni di unità vendute in meno rispetto al 2022. Sempre rispetto al 2022 per il consumo alimentare aumentano gli acquisti nella grande distribuzione, con un +3,8% a valore e +2% a volume. A trainare le spese sono soprattutto i freschi: frutta, verdura, latte fermentato, yogurt, pane e olio. Insomma: nell’Italia del 2025 si compra solo l’essenziale per una pura questione di sopravvivenza economica. La Coop la chiama “era del deconsumo”, ma è il consumo che si ritira, battuto dall’inflazione, dall’erosione del potere d’acquisto, dalla paura del futuro.