«Per tutte le quasi 72 ore di G7 filtra una certa agitazione nella cerchia di Meloni: come se la premier avesse l’ansia di controllare il racconto dei suoi scambi con Trump. Nelle immagini dei circuiti internazionali la si vede spesso cercare il tycoon, raggiungerlo ovunque sia, affiancarsi a lui, parlargli con una spigliata familiarità (…) Ma così come possono esaltare un momento di confidenza, le immagini possono anche essere traditrici. E Meloni non può certo controllare cosa viene registrato a sua insaputa dai canali internazionali. Come quando con le braccia sui fianchi, in una posa inquieta, come stesse sulle spine, si piazza davanti a Trump e al cancelliere Friedrich Merz ad attendere il suo turno per parlare il tycoon»: lo scrive La Stampa.