RAI RADIO1 CANCELLA IL PROGRAMMA DI MARCELLO FOA E NEANCHE GLIELO COMUNICA: «COME ACCADE IN RAI I PARTITI POLITICI HANNO MESSO VOCE PER INFLUENZARE I PALINSESTI. E’ COSI’ DA TANTI ANNI»

Marcello Foa, già Presidente della Rai, annuncia via social la chiusura del suo programma radiofonico “Giù la Maschera”, cancellato dai palinsesti di Rai Radio1. «Era un programma libero e indipendente. Evidentemente troppo libero e troppo indipendente – scrive -. Ebbene sì: quel che era inaspettato è accaduto, “Giù la Maschera” è stato cancellato. Sono ovviamente molto colpito e amareggiato per quel che è accaduto. È un programma che ho ideato due anni fa e che ho condotto avendo al mio fianco tre giornalisti, intellettuali di grandissimo spessore come Peter Gomez, Alessandra Ghisleri e Giorgio Gandola e all’inizio anche Luca Ricolfi. Lo scopo era bello, di autentico servizio pubblico, c’era un solo argomento al giorno, noi lo affrontavamo mettendo a confronto diverse persone che avevano opinioni completamente diverse su quell’argomento, e cercando di essere intellettualmente coraggiosi, dunque affrontare con il giusto tono di voce anche argomenti che altri canali e altri media non affrontavano. Da qui il successo della trasmissione e da qui un anno fa la decisione di Rai Radio1 addirittura di potenziare questo programma. Oggi invece il programma sparisce dai palinsesti di Rai Radio1. Perché? È molto semplice: è cambiato il direttore di Rai Radio1 e come sempre accade in queste circostanze in Rai i partiti politici hanno messo la loro voce per cercare di influenzare i palinsesti. Non è un mistero, è così da tanti anni. Quel che però è accaduto è abbastanza sconcertante. Il sottoscritto, l’ex presidente della Rai non ha avuto notifica della decisione. L’ho appresa per caso dai media. E poi, molto importante, altri programmi sono stati confermati. Quello principale a essere stato cancellato è proprio “Giù la maschera”. Il che purtroppo la dice lunga perché io ho cercato di condurre questa trasmissione, di interpretare quella che è la mia visione di servizio pubblico, dunque di essere autenticamente plurale, di non avere alcuna opinione, e naturalmente questa decisione mi amareggia, soprattutto per la Rai che non dovrebbe comportarsi in questa maniera. Abbiamo trascorso due anni meravigliosi, di grande confronto, di grande passione, di grande onestà intellettuale, per cui il mio rammarico di non poter continuare questa avventura con loro. Però la mia battaglia per un giornalismo davvero indipendente, autorevole, non urlato ma sincero, continuerà. Di questo non dubitate».