Paolo Mondani storico inviato di Report: «La proposta per il dopo Ranucci è inaccettabile: un altro editto bulgaro compiuto da un governo di destra. Con Sigfrido discutevamo di conduzione a rotazione. A queste condizioni vado via»

«Certo che me ne vado da Report se restano queste le condizioni. È un secondo editto bulgaro, compiuto non a caso da un governo di destra»: lo dice a La Repubblica Paolo Mondani da 20 anni nella squadra di Report nonché firmatario della lettera spedita alla Rai e firmata da tutti gli inviati, tranne (superfluo scriverlo) Giulia Presutti: «Tornate indietro o ce ne andiamo». Mondani definisce la scelta della nuova coppia di conduttori «inaccettabile per metodo e per merito: una conduzione calata dall’alto senza alcuna interlocuzione con noi». L’inviato afferma anche che «mai avremmo sfiduciato Sigfrido, mai gli avremmo chiesto un passo indietro. A lui il 25 luglio avevamo proposto l’affiancamento di un gruppo di co-autori che potessero aiutarlo anche a rispondere all’attacco in corso. Con lui avevamo cominciato a discutere di una conduzione a rotazione. È così che avremmo voluto valorizzare la squadra. È andata diversamente» perché «si può criticare, anche in maniera severa, il rapporto amicale che aveva Sigfrido, io stesso l’ho ritenuto inopportuno. Ma Lavitola non ha mai condizionato nessuna nostra inchiesta; sfido chiunque a dire il contrario. Aveva i suoi interessi ma è stato sempre respinto, da tutti, nessuno escluso. Questa vicenda è stata usata in modo strumentale per una campagna di fango senza eguali. Ha ragione chi parla di character assassination». (Foto: Ufficio Stampa Rai)