«Sul piano dell’immagine la figuraccia è evidente, la Casa Bianca dà prova d’incompetenza, avendo ignorato gli avvertimenti di molti: anche in campo repubblicano, e nel mondo del business, lo avevano messo in guardia sulla fragilità giuridica di alcune tasse doganali. Si apre una nuova incertezza anche perché le imprese che quei dazi hanno già versato alle dogane, cioè al Tesoro, possono chiederne il rimborso»: lo scrive il Corriere della Sera. E sottolinea: «Il 3 novembre si vota per il Congresso e il partito repubblicano è nei guai. Quasi sempre il partito del presidente — chiunque sia — viene castigato dagli elettori a metà biennio. In particolar modo se si tratta del secondo mandato: è quello che lo storico Niall Ferguson chiama «il prurito del sesto anno», che ha ridotto molti presidenti al rango di «anatre zoppe». Sul consenso interno è dominante l’economia».