CHIARA POGGI. NELLA VILLA DI GARLASCO C’ERANO ALMENO DUE PERSONE. L’ANALISI DEL TAMPONE ESCLUDE CONTAMINAZIONI. Il Procuratore: basta con le mistificazioni degli opinionisti televisivi

  • «Basta confusioni e congetture»: lo dice al Corriere della Sera il procuratore di Pavia Fabio Napoleone. Nel mirino – afferma il Corriere – ci sono illazioni, ipotesi, mistificazioni sullo stato delle indagini propinate ogni giorno da «consulenti, esperti e opinionisti». La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, le congetture sul Dna «Ignoto 3» trovato nel tampone orale. Carte alla mano – sottolinea sempre il Corriere – sono molti gli elementi che non tornano rispetto alle parole dette in tv anche da chi, invece, a verbale ha raccontato tutt’altro o ha fatto scena muta. O peggio si è occupato delle indagini passate. A rafforzare l’azione della procura ci sarebbe anche una consapevolezza. Gli accertamenti su «Ignoto 3» e sull’ipotesi di contaminazione da parte di sanitari, mortuaria o investigatori avrebbero dato il primo responso: il profilo non corrisponderebbe a nessuno tra chi ha eseguito atti, sopralluoghi, esami e potrebbe essere entrato in contatto con il corpo o con il tampone. Resta l’ipotesi di un «inquinatore», ma si sta verificando anche quello. Se non fosse così, sono convinti a Pavia, quel Dna sarebbe quello dell’assassino, conclude il Corriere.