L’Italia alla fame. Alla Caritas persone con lo stipendio che finisce a metà mese. E ci sono bambini malnutriti. Cresce l’usura e uno sfratto vuol dire la fine: si finisce in auto o nelle tende. Sempre più italiani debbono rinunciare a curarsi

 

Giustino Trincia – direttore della Caritas Diocesana di Roma – parla con La Repubblica. E sono parole di dolore.
«Dal 2008 l’Italia è entrata in una crisi strutturale nella quale l’indigenza cresce di anno in anno e si allargano le fasce più fragili – dice – soltanto con il reddito di cittadinanza c’era stato un po’ di sollievo, poi tutto è precipitato di nuovo. E oggi si ritrovano in povertà, anche assoluta, persone e famiglie che pensavano di essere al sicuro». (…) «Nelle nostre mense e nei nostri empori solidali oggi arrivano persone che hanno un lavoro ma il cui stipendio — divorato da prestiti e inflazione — finisce ben prima della terza settimana». Se arriva uno sfratto, racconta il direttore della Caritas «finiscono per andare a vivere nelle tende, in auto, occupano case. Tanti vengono da noi, chiedono aiuto, mangiano nelle mense, prendono il cibo per la famiglia nei nostri empori solidali. Ma non è facile: ci si vergogna di essere poveri (…) Abbiamo bambini gravemente malnutriti, anziani che si lasciano morire. Ci sono famiglie che non hanno più nemmeno i soldi per pagare il funerale di un loro caro, per una bara».  (Immagine da www.caritas.it)