«Striscia è morta. L’hanno uccisa, come l’Uomo Ragno. Avrebbe dovuto vivere fino all’ultimo spettatore, bastava cambiargli connotazione. Siccome nella tv commerciale si fanno sempre i conti, hanno fatto l’esperimento Gerry Scotti che con la Ruota è riuscito a battere i pacchi. Noi siamo rimasti sui nostri due milioni mentre lui ne faceva cinque. Qual è la logica commerciale? Togli quello che fa due milioni e metti quello che ne fa cinque. Più milioni fai, più arrivano sponsor, più gente guadagna, più c’è introito, più l’azienda va avanti. Noi purtroppo ultimamente facevamo due milioni. Se li conti sono venti volte lo stadio Maracanà. Sono tanti»: lo dice Enzo Iacchetti alla rassegna Dedalo «In molti volevano vedere una Striscia come ai bei tempi, che rompeva le scatole, che poteva essere meno politically correct e più incisiva. Ci hanno messo un po’ in situazioni di difficoltà, finché ci hanno dato queste cinque puntate. Si trattava di un varietà misto a informazione. Sembrava un esperimento, ma quando io e Greggio ci siamo guardati vestiti come due pinguini abbiamo detto: ‘Mmmmhhh…chi è l’ospite?’. Pensavo ci dessero un ospite che ha vinto Sanremo. No, Al Bano. Con tutto il rispetto. Tutta una roba che ci faceva calare di puntata in puntata».